ChatPilot API

WhatsApp API: cos’è e che differenza c’è con l’app WhatsApp Business

Hai già WhatsApp Business sul telefono? Cos’è la WhatsApp API e che differenza c’è: numero, più persone in chat, messaggi approvati, costi e limiti.

Vincenzo Ricco

Vincenzo Ricco · Titolare di DNA Creative AgencyPubblicato il · 9 min di lettura

In breve

La WhatsApp API è il modo ufficiale di Meta per usare un numero WhatsApp da un programma invece che dall’app: il numero non si usa più sul telefono e le chat stanno in un pannello, dove possono rispondere più persone. Rispondi liberamente per 24 ore dall’ultimo messaggio del cliente; per scrivere per primo servono messaggi approvati da WhatsApp (template) e il consenso. L’app è gratis, l’API si paga a messaggio: in Italia 0,0658 € un promozionale, 0,0248 € uno di servizio, e dal 1° ottobre 2026 anche le risposte oltre le 1.000 gratuite al mese per numero. Meta fissa un limite di persone nuove al giorno, da 250 fino a illimitato. Se rispondi tu dal telefono a pochi clienti, l’app basta.

«Ho già WhatsApp Business sul telefono. A cosa mi serve l’API?»

Se te lo stai chiedendo, la risposta breve è questa: l’app è il telefono che tieni in mano, la WhatsApp API è una linea a cui si attacca un programma.

Cambia chi risponde, come scrivi ai clienti e quanto paghi. Qui sotto trovi le differenze una per una, con le regole di Meta aggiornate a ottobre 2026.

E alla fine ti dico anche quando l’API non ti serve, e cosa usare al suo posto.

ChatPilot API: guarda come funziona e quanto costa

WhatsApp API: cos’è, spiegato senza parole tecniche

La WhatsApp API è il modo ufficiale di Meta per usare un numero WhatsApp da un programma, invece che da un’app sul telefono.

«API» è una sigla inglese: indica una porta da cui un programma parla con un altro. Meta la chiama WhatsApp Business Platform, e oggi la versione in uso è la Cloud API, che gira sui computer di Meta.

Vedila così: l’app WhatsApp Business è il telefono sul bancone, e rispondi tu, da lì.

La WhatsApp API è la linea del centralino. Da sola non fa niente: ci colleghi un programma, e da quel programma rispondono le persone del tuo ufficio.

Sul numero collegato all’API non c’è un’app da aprire sul telefono. Serve una piattaforma che faccia da centralino. ChatPilot API, lo strumento di DNA Creative per usare WhatsApp API da un pannello in italiano, è una di queste.

Differenza tra WhatsApp Business e WhatsApp API, in una tabella

Le differenze che contano per un’attività stanno in sette righe:

App WhatsApp BusinessWhatsApp API
Costogratiscanone della piattaforma, più i messaggi pagati a Meta
Numeroquello che hai sul telefonoregistrato su Meta, non si usa più nell’app
Dove rispondidal telefono e da fino a 4 dispositivi collegatida un pannello, anche in più persone
Rispondere a chi ti scrivesempre, liberamenteliberamente per 24 ore dal suo ultimo messaggio
Scrivere per primoa mano, o con le liste broadcast (arrivano solo a chi ha salvato il tuo numero)con messaggi approvati da WhatsApp, a chi ti ha dato il consenso
Quanti al giornonessun contatore, ma gli invii in massa sono vietatiun limite deciso da Meta, che cresce: da 250 persone nuove al giorno fino a illimitato
Automazionibenvenuto, assenza, risposte rapidecampagne, automazioni e collegamenti ad altri programmi, secondo la piattaforma

Adesso le vediamo una alla volta, partendo da quella che si nota per prima.

Più persone sulla stessa chat: il centralino

Con l’API le chat stanno in un pannello, e ci possono lavorare più persone della tua azienda insieme.

Con l’app il numero vive sul telefono di qualcuno. Se quel qualcuno è in ferie, o è il titolare che sta guidando, i messaggi aspettano.

In ChatPilot API inviti i colleghi da Impostazioni, linguetta Persone. Puoi dare il ruolo di «Operatore», che risponde ai clienti e non vede costi né impostazioni, oppure di «Titolare».

Ecco come si presenta una chat aperta nel pannello:

Pagina Conversazioni di ChatPilot API: a sinistra l’elenco delle chat, a destra la chat con Giulia Romano, con il menu Assegnata a e l’avviso Puoi rispondere liberamente ancora 18h 37m
A sinistra chi ha scritto, a destra la chat aperta: in alto il menu Assegnata a, sotto il tempo che resta per rispondere liberamente.

Dal menu Assegnata a passi la chat a un collega, e a lui arriva un’email. Con Nota interna lasci un appunto che vedete solo tu e i tuoi colleghi: il cliente non lo legge.

E quella riga grigia sopra i messaggi? È la regola che sorprende di più chi arriva dall’app.

La finestra di 24 ore: quando puoi rispondere liberamente

Con l’API rispondi come vuoi per 24 ore dall’ultimo messaggio del cliente. Dopo, puoi scrivergli solo con un messaggio approvato da WhatsApp.

Pensa alla porta del negozio. Finché il cliente è dentro, parli liberamente. Quando esce, per richiamarlo ti serve un invito stampato e timbrato.

Nel pannello lo vedi scritto: «Puoi rispondere liberamente ancora 18h 37m». Passate le 24 ore, al posto della casella compare la frase «Più di 24 ore dal suo ultimo messaggio: puoi mandare solo un messaggio pronto.»

«E se il cliente mi risponde dopo tre giorni?»

La finestra si riapre. Ogni suo messaggio fa ripartire le 24 ore, e tu torni a scrivere come vuoi.

C’è un caso più largo: il cliente che ti scrive da un annuncio «clicca per WhatsApp». Se rispondi entro 24 ore, secondo la documentazione di Meta la finestra gratuita può restare aperta fino a 7 giorni.

Scrivere per primo: servono i messaggi approvati

Per scrivere a chi non ti ha scritto, o a chi non senti da più di 24 ore, serve un messaggio approvato da WhatsApp.

Meta li chiama «template», cioè modelli. In ChatPilot API si chiamano Messaggi pronti. È l’invito timbrato di prima: lo scrivi una volta, WhatsApp mette il timbro e poi lo mandi a chi vuoi, con il nome del cliente al posto giusto.

Quando ne crei uno, il pannello ti chiede «Che tipo di messaggio?». Le scelte sono due: Promozione o risposta a una richiesta e Avviso di servizio, per promemoria e conferme. La scelta cambia il prezzo.

Nell’elenco dei Messaggi pronti ogni messaggio ha il suo bollino:

Elenco dei Messaggi pronti di ChatPilot API con i bollini In revisione, Bozza, Rifiutato con la spiegazione in rosso, e Approvato con il prezzo a Meta
In revisione aspetta WhatsApp, Bozza non è ancora partito, Rifiutato spiega in rosso cosa cambiare, Approvato si può usare.

Il pannello avvisa che l’approvazione arriva «di solito in pochi minuti, a volte fino a 24 ore». Se WhatsApp rifiuta, sotto il messaggio trovi il motivo e cosa correggere.

Il timbro da solo non basta: serve anche il consenso. Meta chiede che la persona ti abbia dato il numero e abbia accettato di ricevere messaggi dalla tua azienda. Come si scrivono messaggi che passano lo spiega la guida ai messaggi da far approvare.

Quanto costa: l’app è gratis, l’API si paga a messaggio

L’app WhatsApp Business è gratuita. Con l’API paghi due cose: la piattaforma che usi e i messaggi, che Meta fa pagare uno per uno.

Dal 1° luglio 2025 Meta conta ogni messaggio consegnato. Le tariffe per un numero italiano sono nel listino ufficiale di Meta, che abbiamo letto il 21 ottobre 2026: un promozionale costa 0,0658 €, un avviso di servizio 0,0248 €.

Dal 1° ottobre 2026 sono cambiate due cose:

  • Le risposte libere entro 24 ore si pagano, 0,0248 € l’una. Ogni numero però ne ha 1.000 gratuite al mese: si paga dalla 1.001ª.
  • Gli avvisi di servizio mandati dentro le 24 ore non sono più gratis.

Con ChatPilot API il canone è di 99 € al mese, tutte le funzioni incluse. I messaggi li paghi a Meta con la tua carta: ChatPilot non aggiunge niente. Nella pagina «Costi su Meta» vedi una stima della spesa del mese; l’importo esatto è nelle ricevute di Meta.

I conti completi sono in quanto costa la WhatsApp Business API e nell’articolo di DNA Creative su WhatsApp Business API per i lead.

Ti stai chiedendo quanto spenderesti tu? Nella pagina di ChatPilot API trovi prezzi, esempi e il modulo per chiederlo.

Quanti messaggi al giorno: i limiti e la qualità del numero

Con l’API è Meta a decidere quante persone nuove puoi raggiungere ogni giorno con i messaggi pronti, e il limite cresce se lavori bene.

I livelli, dalla pagina di Meta sui limiti di invio, sono cinque: 250, 2.000, 10.000, 100.000 persone al giorno, poi illimitato. Conta chi raggiungi fuori dalla finestra di 24 ore: rispondere a chi ti scrive non consuma il limite.

Da 250 si sale a 2.000 facendo verificare l’azienda su Meta, oppure consegnando 2.000 messaggi pronti in 30 giorni con una buona qualità. Da lì il numero sale da solo, se la qualità resta alta e usi almeno metà del limite.

La qualità dipende da come reagiscono le persone: se in tanti bloccano o segnalano i tuoi messaggi, scende.

Nel pannello di ChatPilot API trovi tutti e due i numeri nella Panoramica:

Panoramica di ChatPilot API con i riquadri Il numero Collegato, Il tuo nome, Oggi 2 persone nuove su 2000 al giorno e Qualità del numero Alta, cerchiata in rosso
Il riquadro Oggi conta le persone nuove sul limite del giorno; nel cerchio rosso la Qualità del numero.

Rendono di più pochi messaggi utili che tanti messaggi a freddo. Con una qualità bassa WhatsApp mette in pausa i messaggi pronti che vanno male, e le violazioni ripetute portano a blocchi di giorni.

Se una campagna supera il limite del giorno, ChatPilot la divide da sola su più giorni. Con l’app un contatore non c’è, ma gli invii a raffica a chi non ti conosce sono vietati dalle regole di WhatsApp.

Posso tenere lo stesso numero su app e API?

Di norma no: un numero registrato sull’API non si usa più nell’app WhatsApp. Esiste un’eccezione, e va presa con prudenza.

Meta la chiama «coesistenza»: alcuni partner collegano all’API un numero che resta anche nell’app WhatsApp Business. Anche dove funziona, l’app perde dei pezzi: le liste broadcast diventano di sola lettura e alcune funzioni delle chat si spengono.

ChatPilot API non usa la coesistenza. Serve un numero nuovo, mai usato su WhatsApp: un cellulare o un fisso, che possa ricevere un SMS o una chiamata. Se su quel numero c’era WhatsApp, l’account va eliminato, e le sue chat si perdono.

«Quindi devo cambiare il numero che conoscono tutti i miei clienti?»

No: il numero di sempre resta tuo, sul tuo telefono. Nel canone di ChatPilot API è compreso anche ChatPilot senza API. Collega quel numero con un codice QR e da lì scrive ai contatti dei tuoi moduli.

Un dettaglio da sapere: quel collegamento col QR non è ufficiale, come WhatsApp Web, e WhatsApp può limitare i numeri collegati ad app non ufficiali. Rischi e accorgimenti sono nell’articolo su quando conviene passare al numero ufficiale.

Quando la WhatsApp API non ti serve

Se rispondi tu, dal telefono, a qualche cliente al giorno, l’app gratuita basta e avanza.

L’API è una spesa in più senza ritorno se:

  • lavori da solo e le chat le leggi comunque tu;
  • non hai una rubrica di clienti che ti hanno dato il consenso a ricevere messaggi;
  • non pensi di mandare offerte, promemoria o avvisi a tante persone insieme.

E se ti serve solo scrivere subito a chi compila un modulo, dal numero che usi già, c’è una strada più semplice: è spiegata nella guida a WhatsApp automatico senza API.

L’API diventa utile quando hai centinaia di clienti da avvisare e più persone che rispondono sullo stesso numero. O quando vuoi messaggi che partono da soli, da un numero ufficiale di Meta.

Torniamo alla domanda dell’inizio. Se WhatsApp Business sul telefono ti basta, tienilo. Se invece ti serve il centralino, nella pagina di ChatPilot API vedi come funziona e chiedi l’attivazione: il numero con Meta lo colleghiamo noi di DNA Creative, insieme a te.

Domande frequenti

Se passo alla WhatsApp API posso continuare a usare WhatsApp Business dal telefono?

Sullo stesso numero, di norma no: un numero registrato sull’API non si usa più nell’app. Meta permette ad alcuni partner la «coesistenza» di app e API, ma per l’Italia non abbiamo trovato una conferma ufficiale con una data. Con ChatPilot API si usa un numero nuovo, e quello di sempre resta sul tuo telefono.

La WhatsApp API è gratis?

No. Paghi la piattaforma che usi e i messaggi, che Meta fa pagare uno per uno: in Italia 0,0658 € un messaggio promozionale e 0,0248 € uno di servizio. Dal 1° ottobre 2026 si pagano anche le risposte entro 24 ore, 0,0248 € l’una, ma ogni numero ne ha 1.000 gratuite al mese.

Con la WhatsApp API posso scrivere a chi non mi ha mai scritto?

Sì, ma solo con un messaggio approvato da WhatsApp (Meta lo chiama template) e solo a chi ti ha dato il numero e il consenso a ricevere messaggi dalla tua azienda. Il testo libero si può mandare solo entro 24 ore dall’ultimo messaggio del cliente.

Con la WhatsApp API ho la spunta verde?

La spunta verde non esiste più: oggi l’account ufficiale ha la spunta blu, e la decide Meta. Tra i requisiti ci sono almeno 30 giorni sulla piattaforma, l’azienda verificata, la verifica in due passaggi e il nome approvato. Nessuna piattaforma può prometterla.

Serve un programmatore per usare la WhatsApp API?

No, se usi una piattaforma con un pannello. ChatPilot API è in italiano e pensato per chi non è tecnico, e il collegamento del numero con Meta lo fa DNA Creative insieme a te.

Quanto tempo serve per attivare la WhatsApp API?

Con ChatPilot API di solito da 1 a 5 giorni lavorativi, perché una parte dipende da Meta. Nel frattempo il tuo numero di sempre può già lavorare con ChatPilot senza API, compreso nel canone.

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